
Dal comunicato numero 9: Per quanto riguarda la nostra proposta di uno scambio di prigionieri politici perché venisse sospesa la condanna e Aldo Moro venisse rilasciato, dobbiamo soltanto registrare il chiaro rifiuto della DC. Concludiamo quindi la battaglia iniziata il 16 marzo, eseguendo la sentenza a cui Aldo Moro è stato condannato.
Era il 9 maggio 1978 e non una persona qualunque, ma il presidente del consiglio, venne ucciso perchè la Politica decise fermamente di non trattare con i terroristi.
Scendere a compromessi con organizzazioni terroristiche non significa altro che alimentare in loro la consapevolezza della forza che detengono in quel determinato momento portandoli a compiere altre “azioni” e poi altre ancora fino al raggiungimento del fine postosi…
Premetto che ogni singola vita ha per me un valore inestimabile e che sono umanamente felice quando un giornalista, un operatore, o com’è successo, un mercenario, viene rilasciato!
Secondo Information safety and freedom, un’associazione italiana per la difesa della libertà di stampa nel mondo, nel 2005 i giornalisti vittime del loro lavoro sono stati 69, nel 2004 sono stati 89, nel 2003 sono stati 64. L’Iraq è il luogo più pericoloso, e quello in cui si rischia di più d’essere sequestrati. Nel 2004 almeno 23 giornalisti e operatori della comunicazione sono stati sequestrati in Iraq, quasi tutti sono stati tenuti in ostaggio per periodi di tempo che hanno variato tra le otto ore e i quattro mesi dei due francesi Christian Chenot e Georges Malbrunot. Tre dei giornalisti sequestrati sono stati uccisi (tra cui l’italiano Enzo Baldoni). L’anno dopo, il 2005, otto sequestri tra i quali quello di Giuliana Sgrena. Due dei sequestrati, il freelance americano Steven Vincent e lo stringer (collaboratore) iracheno Faker Aydar Al-Tamimi, sono stati uccisi. Nel 2006, altri sette rapimenti, tra i quali la freelance americana del Christian science monitor Jill Carroll.
Il rapimento di Daniele Mastrogiacomo si iscrive ora nel drammatico elenco dei tributi pagati dai professionisti dell’informazione in Afghanistan.
Secondo Reporters sans frontieres in Iraq, nel 2006, sono stati rapiti ben 17 giornalisti di cui 6 sono stati uccisi.
per la maggior parte (per non dire la quasi totlità) dei 9 liberati è stato pagato un riscatto!
…SI E’ TROVATO UN COMPROMESSO
…CI SI E’ PROSTITUITI PUR DI SALVARE UNA VITA, il chè umanamente è bellissimo, ma politicamente e strategicamente parlando è un disastro.
Siamo arrivati al punto che la politica ha paura della reazione “populistica” del “popolo”; teme i sondaggi, e purtroppo non capisce che così facendo, non “fa” altro che aumentare il numero di rapimenti nella regione irachena e più in generale del mondo.
L’unico augurio che posso fare è che si ricordi Aldo Moro, morto; per non scendere a compromessi coi terroristi.
Guardando con occhio critico la storia possiamo dire che la tattica di allora, tuttosommato, pur con sacrifici enormi, ebbe successo!!!
OGGI INVECE POSSIAMO DIRE LO STESSO???

