Archivio per la categoria ‘Alea iacta est!’

LEGA NORD TUTTA LA VITA

Giugno 3, 2007

C’è chi guarda Zelig, chi preferisce Colorado Cafè e chi  invece va a teatro a vedere Aldo, Giovanni e Giacomo…

Io leggo le dichiarazioni dei leader della Lega Nord!

«Il popolo – ha rimarcato Umberto Bossi parlando dal palco della manifestazione leghista – ha mostrato in cabina elettorale che vuole cambiare. (Neanche 4 anni fa il centro destra perse in TUTTE le regioni meno 2 al nord e dichiarò unito: “IL VOTO DELLE AMMINISTRATIVE NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO POLITICO”). E bisogna cambiare prima che venga (?) la crisi della politica, che questa volta non è un’invenzione dei giornalisti». Subito dopo Bossi ha incitato la folla di Pontida: «Dai, facciamoci sentire dai nostri amici a Roma: Padania Libera!». E la folla dei militanti ha risposto con un’ovazione.

Io so ammetere che il “popolo” ha espresso il suo dissenso a questo governo col voto amministrativo, ma è stato democraticamente eletto alle scrose elezioni politiche e “andrà a casa” una volta terminato il mandato o prima, in caso di crisi interna alla maggioranza, COME PREVEDE LA COSTITUZIONE!

Vorrei anche soffermarmi sulla nuova moda di queste settimane, ovvero parlare della “possibile” crisi politica.

La crisi politica c’è e si vede.

I partiti non sono più portatori di ideologia e non hanno un progetto, ne una visione ne un percorso da far seguire a questo paese e non sono nemmo più macchine per la creazione di consenso perchè di consenso non si può più parlare.

Il partito oggi è una macchina capace solo di ragionare contro chi governa, senza spirito propositivo ne visioni o ideologie…

in questo modo nessuno fa più “politica” perchè ci si limita a mangiare sugli sbagli dell’avversario…

…ci si limita ad essere orgogliosamente incoerenti.

La società e divenuta massa, fregandosene di ciò che accade a Roma e parlando di politica solo al bar, e come tale è trattata.

La crisi politica può e deve essere risolta per non cadere (anche se siamo nel 2007) in derive autoritarie.

La crisi politica può e deve essere risolta con un cambio della classe dirigente e dei suoi leader, NON CREANDO NUOVI PARTITI!

La crisi politica può e deve essere risolta smettendo di trattare la politica come un’azienda di moda che crea personagi per usarli, sfruttare la loro immagine e poi gettarli nel dimenticatoio…

Non smetterò mai di dire che la politica non è Forza Italia ne la Margherita ne AN, Rifondazione Comunista, UCD ne tantomeno Lega Nord, non centrano Berlusconi e Prodi!!

La politica è un progetto…

Chi può affermare di averne realmente uno?

Forse oggi più che mai c’è bisogno di lottare per un ritorno ai valori, al buon senso, alla coerenza e più in generale alla Politica (rigorosamente col la P MAIUSCOLA)…

A PRESTO

Pubblica incoerenza…

Maggio 15, 2007

Questa mattina, come ogni mattina, mi sono alzato da letto, ho fatto la doccia, sono andato al bar, ho ordinato un caffè macchiato con zucchero di canna e una sfogliatina alle mele, poi sono andato da Noci (gionalaio) e ho acquistato il solito Corriere della sera e la Repubblica.

Ogni tanto mi chiedo cosa stia succedendo in quanto sembra che i giornali prendano in giro la maggior parte dei leader politici nazionali solo riportando le loro affermazioni…

Silvio Berlusconi, commentando i rusultati in Sicilia ha detto: “grande e straordinaria vittoria della Casa delle libertà in Sicilia. Il messaggio è inequivoco: è un’intimazione di fine al governo Prodi

Sarò smemorato, ma  credo che quando il centro sinistra vinse in quasi tutte le regioni Berlusconi stesso disse che quello regionale non poteva considerarsi un voto contro il governo…

Bha!!!

Sarebbe bello che la politica tornasse ad avere un poco di coerenza.

Questo discorso naturalmente vale anche per il centro sinistra, che allora, chiese le dimissioni…

Non so che ne sarà di me nè delle mie idee, ma come disse Alcide De Gasperi: “Ci sono molti che nella politica fanno solo una piccola escursione, come dilettanti, ed altri che la considerano e tale è per loro, come un accessorio di secondarissima importanza. Ma per me, fin da ragazzo, era la mia carriera, la mia missione

IMPROVVISARSI FILOSOFI RE

Maggio 14, 2007

  Partiamo dal Family Day ( più di 1.000.000 di persone) e continuiamo con la contro manifestazione del “Coraggio Laico” (25.000 persone)…

Come ho sempre affermato l’Italia è una Repubblica all’interno della quale la maggior parte dei cittadini è, o si ritiene Cristiano Cattolica.

Ogni ragionamento che finisce col colpevolizzare l’ingerenza vaticana nella politica è debole poichè non tiene in considerazione l’orientamento dell’opinione pubblica.

Poi è facile criticare la Chiesa Cattolica, anzi, è facilissimo!!! (preti pedofili, caso Sindona, ecc.), ma criticare ogni sua azione è assurdo!!!

So di essere ripetitivo, ma credo serva maggior rispetto…

nel blog di Beppe Grillo ( www.beppegrillo.it ) in data 12 maggio 2007 è stato pubblicato questo post:

La libertà politica è più importante dell’economia. Propongo quindi a Prodi di cedere l’Eni e l’Enel alla Francia. Sarkozy in cambio dovrebbe riportare il Papa ad Avignone. (1)I Dico in quella felice nazione li hanno già e senza il Papato tra i piedi sono riusciti a fare la Rivoluzione. Non ci sono diritti civili da discutere. Tra il “Family day” e il “Coraggio laico” ci vorrebbe una terza via. Quella di uno (2)Stato laico.
Il Vaticano ha paura dei Dico e ha ragione. Se i preti gay fossero regolarizzati dove andremmo a finire? Se si sposassero con delle suore e avessero dei bambini? E lasciassero tutto quello che hanno a loro e non allo Ior? La bancarotta di San Pietro.
Se la famiglia è così importante, così nobile, perchè i preti non si sposano? E se sono così competenti in materia come avranno fatto a fare esperienza?
Il Papa è andato in Brasile tra oceani di folla per nominare il primo santo del luogo. Ma negli ultimi venti anni in Brasile i protestanti sono passati da uno su dieci a tre su dieci. Forse perchè le chiese protestanti si impegnano di più nel sociale e meno nella politica? (3)
Il peggio sono i nostri dipendenti alla ricerca del voto cattolico. (4)Una volta c’era solo la Democrazia Cristiana, oggi ci sono Forza Italia Vaticana, la Lega Santa, il Partito Democratico dell’Opus Dei. Con tutti i problemi che ha il Paese questi sepolcri imbiancati, divorziati, finocchi con il c..o degli altri ci impongono da mesi una discussione sui Dico. Su diritti che sono già presenti in tutta Europa e che in Italia dovrebbero essere approvati in una settimana. (5)
Date al Signore quello che è del Signore e a Cesare quello che è di Cesare. E poi quello che è di Cesare e quello che è del Signore dateli insieme al Vaticano.

(1) in Francia non c’è reversibilità per la pensione e non può essere fatto fra parenti mentre il progetto di legge italiano prevede entrambe le cose, inutile dire poi che la società francese è differente da quella Italiana…

(2) L’italia è uno stato laico, tener conto della volontà della popolazione è dovere dei politici

(3) Facile parlare… perchè non va a Sao Bento in Brasile, a Fortaleza o San Paolo, Rio, Brasilia ed altre città a vedere l’opera di semplici missionari che hanno dato e stanno dando la loro intera vita per i poveri… non si fa politica dove la gente non ha da mangiare!!!

(4) Il problema è della debolezza della politica o di chi esprime idee?

(5) Siccome nella maggior parte dei paesi mondiali è applicata la pena di morte dovremmo legiferare in tal modo anche noi… un’altor esempio potrebbe essere il nucleare auropeo, ma ce ne sarebbero molti altri…

Discutere su di un provvedimento serio credo solo sia la normalità in un paese civile, e tener conto della volontà popolare è un’abitudine democratica…

…sempre che chi professa la democrazia dal basso non si sia immedesimato ne filosofo Re di Platone…

 

ALLA PROSSIMA…

Lorenzo Bassano

Maggio 10, 2007

Rischia una dura condanna Lorenzo Bassano, 40 anni, cesenate,regista di spot pubblicitari,
fermato all’aeroporto di Dubai City, negli Emirati arabi con 0,8 grammi di hashish in tasca.

La legislazione in materia di droga del paese arabo e’ ferrea:
Bassano, che si trova in carcere da mercoledi’, rischia quattro anni o piu’ di galera, se sarà ritenuto colpevole di spaccio.

A rendere piu’ drammatica la vicenda e’ la malattia da cui e’ affetto Bassano:
il morbo di Crohn, una patologia infiammatoria dell’apparato digerente, che per essere combattuta
ha bisogno di una speciale alimentazione e che dopo una settimana di carcere
gli ha gia’ fatto perdere più di 10 kg.

L’unica speranza per mettere fine al suo incubo e’ la grazia da parte dello sceicco 

 

 ______________________________________________

 

Sarà che ormai sono assuefatto dalla giustizia italiana e che 4 anni di carcere per 0,8 grammi di hashish tenuti in tasca mi sembrano un’assurdità, sarà che la persona in questione è un italiano, come me, come noi, sarà che è pure malato, ma mi sembra doveroso firmare questa petizione… io l’ho fatto!

 

PER FIRMARE LA PETIZIONE: http://www.helplorenzo.com/

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: http://tutticonlorenzo.blogspot.com/

 

IL PARTITO DEMOCRATICO – “PD” -

Maggio 5, 2007

 Devo ammettere di aver seguito con interesse l’intervista a Michele Salvati riguardante il “PD” (Partito Democratico) trasmessa on line da corriere.it

Riporto alcune parti:

Come definisce il Pd? È un’idea o solo un’aggregazione?(Paolo, Londra)
«Nasce dall’aggregazione di ceppi culturali che in passato sono stati diversi e che non hanno più ragione di essere nella società di oggi. Scomparsi Pci e Dc , il Pd sarà il partito del 21esimo secolo, socialista con forti venature cattoliche».

Per il rinnovamento delle classi dirigenti occorre dare più spazio ai giovani. Ha visto qualche dirigente giovane che potrà fare parlare di sè? (Sergio, Londra)
«Uno è lombardo, il segretario regionale dei Ds, Martina. Se fossi giovane sarei però molto arrabbiato con i tutori dei giovani: tocca infatti a loro farsi avanti. Sgomitino e scalzino i vecchi. Se sono più bravi li “ammazzano”, in senso buono ovviamente. Bisogna dare regole tali per cui li possano “ammazzare”».

Crede davvero che cambiando nome ma mantenendo la stessa classe dirigente il partito cambi faccia?(Alessio, Torino)
«Perfino nel passaggio dal fascismo alla democrazia i vertici istituzionali non sono cambiati del tutto. Diamo chances a tutti. Ovviamente i partiti manderanno ai gazebo a votare i loro iscritti. Riusciranno a fare eleggere molti dei loro quadri, ma non lo vedo necessariamente come un male».

CONSIDERAZIONI PERSONALI…

 

Obiettivamente io non capisco…

Premetto di stimare immensamente il Dott. Salvati, però non capisco com’è possibile pensare alla nascita di un “partito” senza leader nè un  preciso orientamento ideologico, non capisco com’è possibile avere un cambiamento senza rottura (ottimo era l’esempio fascista, anche se non teneva conto della guerra appena finita, dei milioni di morti e della ”quasi” guerra civile) e non vedo come si possa incrementare l’elettorato con una sigla: “PD”!!!

So di essere ripetitivo, ma quello che manca è una politica forte, capace di far appassionare e sognare la gente, non un’altro simbolo, un’altro partito, un’altra sede in cui però rimangono le stesse persone.

Come si può pensare che Fassino, Rutelli, Franceschini, D’Alema & Co. riescano singolarmente a prendere più voti semplicemente aggregandosi in un nuovo “ibrido asessuato”.

Forse, e sottolineerei questo forse, il problema è questa classe dirigente non sa più come prenderli i voti e si inventa questi fantastici “capolavori politici” per tentare di restare aggrappata al “potere”.

Condivido a pieno la rabbia ipotizzata da Salvati dei giovani verso i “capi” dei giovani che (conoscendone alcuni) sono sì brave persone,

però

Molto ambigua è pure la definizione del PD fatta da Salvati: “socialista con forti venature cattoliche”… se un partito è socialista, la sua posizione nel parlamento europeo non potrà che essere il PSE. Mi ricordavo che rutelli avesse fermamente espresso il ripudio anche solo al pensiero riguardo questa soluzione…

QUINDI, COS’E’ E COSA SARA’ QUESTO PD?

Ribadisco per la 300esima volta che servirebbe un ritorno alla politica con la P maiuscola…

non un’altro partito!!!

15 MINUTI – Andrea Rivera

Maggio 3, 2007

- «Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»- «Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni».

Credo abbia ragione Raffaele Bonanni della Cisl quando dice che «il concerto del primo maggio non è il luogo adatto per fare politica e fare divisioni. Ma è l’espressione più grande di tolleranza e di convivenza. Se Rivera si è fatto qualche bicchiere in più, fa bene a fare una doccia fredda». «Sono frasi del tutto inopportune, tanto più in una giornata come questa»

Premetto di condividere in parte il contenuto di ciò che ha detto Rivera in quanto a mio personalissimo avviso il funerale non si rifiuta a nessuno e, se andiamo a vedere la realtà è proprio questa, in Italia il funerale non viene negato né a chi muore suicida, né a chi uccide né a chi ruba…

Welby però rappresenta un’anomalia in quanto il suo suicidio è stato pubblicizzato, troppo, e forse, concedere i funerali a lui sarebbe stato come dire “si va bene, si può fare, tanto…”

Sono argomenti delicati che non vanno sicuramenti trattati in piazza!

I qualunque caso, per chi ci crede (e Rivera, a dir suo, è uno di quelli) il giudizio finale non spetta a noi…

Ora però sorge spontanea una domanda: ma all’osservatore Romano sono pazzi a essere intervenuti su una frase che tutto sommato non si può dire offensiva?

Io credo di no!

Credo piuttosto che oggi ci sia un anticlericalismo diffuso in questo paese che si maschera dietro il perbenismo e l’amore per l’uomo e la natura…Ecco perché l’osservatore Romano cerca giustamente di difendersi da chi invia bossoli in busta chiusa (BR style) a Mons. Bagnasco, ecco perché di fronte alla stupidità della gente che chiede una minor ingerenza del Vaticano nella vita politica italiana la Chiesa può e deve difendersi!

Ma come, voi democratici super laici volete censurare una voce solo perché più forte della vostra?

Ed ecco perché molto probabilmente andrò a Roma al family day, ecco perché auspico ad un ritorno alla politica con la P maiuscola, ecco perché non vivo di slogan, ecco perché Rivera ha sbagliato a dire davanti a 400.000 persone ciò che pensava, non era il luogo né il momento storico (minacce di vita a capi della Chiesa)

Ecco perché forse ha ragione Aldo Grasso nel suo commento sul Corriere:

“Capita di dire delle sciocchezze: approfittando della lunga diretta tv, Andrea Rivera ha detto delle grandi sciocchezze sul Papa. Abituato a parlare ai citofoni di Serena Dandini, il ragazzo ha perso la testa, si è lasciato andare dimostrando, prima di tutto, di non essere ancora un professionista. Di fronte a queste intemerate, al facile applauso della folla, allo stordimento delle telecamere ci si chiede sempre: cercava l’incidente per avere il suo quarto d’ora di celebrità, per finire sui giornali, per imprimere il suo nome nella nostra memoria oppure, più semplicemente, cercava se stesso? Purtroppo temo sia andata così. Rivera si è abbandonato alle sue convinzioni sicuro di raccogliere l’approvazione del pubblico di piazza San Giovanni, e magari le polemiche del giorno dopo. Come probabilmente farà ogni giorno, nella sua cerchia d’amici, almeno da quando frequenta la tv. E questo succede perché nessuno gli ha mai detto che le sue canzoni sono modeste, molto modeste, che il suo umorismo è fragile, che non basta essere nel cast di «Parla con me» per far ridere. Dalla sua, però, Rivera ha un’arma forte, l’ideologia. Che ti fa credere di essere dalla parte giusta, che ti vieta ogni esame di coscienza, che ti unisce a molti altri giovani che la pensano come te senza bisogno di tanti interrogativi. Dal palco, Rivera ha parlato in automatico, purtroppo, megafono di un pensare logoro e disfatto: non aveva un’idea ma aveva idea di come dirla.”

SIGNORAGGIO

Maggio 3, 2007

ROMA, 17 ottobre 2005 – AgenParl – L’on. Antonio Serena (Gruppo misto), ha presentato un’ interrogazione parlamentare al ministro dell’ Economia Giulio Tremonti chiedendo di chi sia realmente la proprietà dell’ euro al momento dell’ emissione.
Il quesito si basa sul presupposto dell’interrogante secondo il quale “il valore della moneta è causato non dall’ organo di emissione, ma dall’ accettazione da parte della collettività”.
Ed aggiunge: “Il trattato di Maastricht si limita a considerare solo la prima fase, quella dell’ emissione, e non è presente alcun riferimento al diritto di proprietà sull’ euro e come questo debba essere attribuito. Se è dimostrato dunque che crea il valore della moneta non chi la emette ma chi l’ accetta, prestare denaro all’ atto dell’emissione significa imporre un costo del denaro del 200 per cento, con conseguente indebitamento degli europei verso la BCE pari a tutto l’ euro in circolazione”.

Cos’è il signoraggio? Questa è la domanda principale a cui nessuno [o pochissimi] sanno rispondere in maniera semplice.
Per iniziare il discorso si usa la classica definizione tecnica:
signoraggio = valore nominale – valore intrinsecoossia la differenza tra quanto costa creare una moneta (valore intrinseco) e quanto  il signore vuole farla valere (valore nominale o di facciata). Ma una banconota di carta, quanto costa? Molti degli interpellati vanno a prendere la fuorviante definizione in Rete e la trovano ad esempio su «Focus». Ne riportiamo una parte:Gli Usa, ad esempio, per stampare una banconota da un dollaro spendono poco meno di 5 centesimi: questo significa che il governo, ogni volta che emette un biglietto verde, si appropria di 0,95 dollari, che può impiegare per acquistare beni e servizi. Ma il signoraggio può anche essere negativo, come nel caso delle vecchie monete da 1 lira, la cui coniatura costava quasi 50 volte tanto.
Quanto costa un euro? Si può immaginare, invece, che per produrre una moneta da un euro si spendano circa 15-20 centesimi: ma il dato, in Italia come in molti altri paesi, è riservato.
e allora andiamo a chiederlo a chi di denaro se ne intende:
Cos’è la riserva frazionaria (e la moltiplicazione inflazionistica della moneta)?Ci dicono [gli esperti economisti ortodossi] che aumentare la massa monetaria provoca «inflazione», il mostro da evitare, nemico di ogni civiltà! Vediamo come agisce una Banca a tal proposito:
Le banche e la moltiplicazione della moneta.Le banche ricevono il denaro dei risparmiatori per prestarlo ai debitori. Con quest’attività di intermediarie del credito, le banche creano nuova moneta. Ad illustrare questo meccanismo basta un semplice esempio. Ammettiamo che un risparmiatore versi sul suo conto in banca 20′000 franchi in banconote. Questo versamento non modifica la quantità di moneta presente nel sistema economico. Le banconote non si trovano più in circolazione, bensì nella cassaforte della banca. I 20′000 franchi, tuttavia, sono accreditati sul conto del risparmiatore. Per la banca non ha senso lasciare il denaro in cassaforte. Perché non prestarlo, esigendo un interesse?Ecco che un’azienda ha bisogno di denaro per un nuovo impianto elettronico. Con un credito, la banca le presta 16′000 dei 20′000 franchi che il risparmiatore ha versato. L’importo è accreditato sul conto dell’impresa.Cosa significa questo per la quantità di moneta?Sul conto del risparmiatore continuano a figurare 20′000 franchi. L’impresa debitrice dispone di 16′000 franchi. La quantità di moneta è quindi aumentata di 16′000 franchi. Se ora l’impresa si serve del credito per comprare nuovi apparecchi e il venditore versa l’importo ricevuto in contanti sul proprio conto, la banca ne cederà di nuovo una parte in credito. La quantità di moneta aumenterà un’altra volta. In questo modo, la creazione di moneta prosegue.Ci sono limiti alla creazione di moneta da parte delle banche?La banca del risparmiatore non ha ceduto in credito l’intera somma di 20′000 franchi. 4′000 franchi sono rimasti in riserva. La banca deve infatti prevedere la possibilità che il risparmiatore voglia operare un prelievo. La costituzione di riserve limita la possibilità delle banche di creare moneta.
Ciononostante, le banche sono vere e proprie «moltiplicatrici della moneta».
Quindi se è vero che l’inflazione è un aumento della massa di denaro in circolazione (compresa la moneta scritturale) allora quanto appena mostrato chiude definitivamente il discorso su CHI CREA INFLAZIONE, con buona pace di chi ottusamente vuole proteggere i «soliti noti» o ha paura di affrontare la dura realtà.
Il gioco è bello se dura poco, quindi la domanda è:
dove prendiamo queste informazioni così cristalline, precise e dirette?
riferimenti: Schweizerische Nationalbank [Banca Nazionale Svizzera - http://www.snb.ch/i/index3.html]
Chi meglio di LORO può parlare di denaro? Loro che rappresentano il Bastione di IGB© & Soci, che possono permettersi di dire cose che altre Banche (ad esempio la Banca d’Italia, al secolo Bankitalia S.p.A.) tengono nascoste e celate da sempre, da centinaia di anni..C’è da dire che la Banca Centrale Svizzera ha un rapporto molto preciso con la Confederazione, come sancito dalla Costituzione di quel Paese:
Art. 99 Politica monetaria

  1. Il settore monetario compete alla Confederazione; essa soltanto ha il diritto di battere moneta e di emettere banconote.
  2. La Banca nazionale svizzera, in quanto banca centrale indipendente, conduce una politica monetaria nell’interesse generale del Paese;
    è amministrata con la colaborazione e sotto la vigilanza della Confederazione.
  3. La Banca nazionale costituisce sufficienti riserve monetarie attingendo ai suoi proventi; parte di tali riserve è costituita in oro.
  4. L’utile netto della Banca nazionale spetta per almeno due terzi ai Cantoni.

[da «La Costituzione federale svizzera - Decreto federale su una nuova Costituzione federale, 18 dicembre 1998»]

In soldoni:

  1. Il denaro si crea dal nulla in due modi: stampandolo su semplice carta colorata e moltiplicando quello stampato con la tecnica della riserva frazionaria. In entrambi i casi si può parlare di signoraggio, poichè chi beneficia di tale potere non ha fatto altro che un atto di signorìa, di prepotenza, di forza e di illegalità!
  2. Quindi il signoraggio esiste e si determina facilmente con le formule e i dati qui riportati;
  3. La riserva frazionaria è una truffa peggiore del signoraggio delle banconote ed è apertamente dichiarata dalla più rinomata banca del mondo;
  4. Dalla riserva frazionaria deriva il più temuto male degli economisti: l’inflazione!
  5. Chi emette moneta DEVE dare al popolo i proventi derivanti da questa attività;
  6. Ne consegue che la Banca Centrale di qualsiasi Paese sovrano deve essere pubblica e deve avere un modus operandi etico e non solo strettamente economico/finanziario (etico = deve servire il Popolo e non servirsi del Popolo).
  7. L’essere pubblica non ha niente a che vedere con la sua dipendenza o indipendenza dal potere politico.
  8. Si può discutere su QUANTA dipendenza una BCN debba vantare rispetto al potere politico ma è un discorso secondario rispetto all’assoluta SUDDITANZA che la banca emittente di moneta DEVE avere con il popolo, suo Sovrano

I soci della Banca Centrale Europea

  1. Banque Nationale de Belgique 2,83%
  2. Danmarks Nationalbank 1,72%
  3. Deutsche Bundesbank 23,40%
  4. Bank of Greece 2,16%
  5. Banco de Espana 8,78%
  6. Banque de France 16,52%
  7. Central Bank and Financial Services Authority of Ireland 1,03%
  8. Banca d’Italia 14,57%
  9. Banque centrale du Luxembourg 0,17%
  10. De Nederlandsche Bank 4,43%
  11. Oesterreichische Nationalbank 2,30%
  12. Banco de Portugal 2,01%
  13. Suomen Pankki 1,43%
  14. Sveriges Riksbank 2,66%
  15. Bank of England 15,98%

I soci della Banca d’Italia
[Bankitalia S.p.A.]
clicca qui x l’elenco ufficiale pubblicato per la prima volta il 20 settembre 2005!

  1. Gruppo Intesa 27,2%
  2. Gruppo San Paolo 17,23%
  3. Gruppo Capitalia 11,15%
  4. Gruppo Unicredito 10,97%
  5. Assicurazioni Generali 6,33%
  6. INPS 5%
  7. Banca Carige 3,96%
  8. BNL 2,83%
  9. Monte dei Paschi di Siena 2,50%
  10. Gruppo La Fondiaria 2%
  11. Gruppo Premafin 2%
  12. Cassa di Risparmio di Firenze 1,85%
  13. RAS 1,33%

Non so dire se son tutte minchiate o meno, fatto sta che il pezzo di carta non è più riconversibile in oro…

(Video di Beppe Grillo che parla del signoraggio)

we got it

Maggio 3, 2007

” The capture of this man was crucial to the rise of a free Iraq. It marks the end of the road for him, and for all who bullied and killed in his name. For the Baathist holdouts largely responsible for the current violence, there will be no return to the corrupt power and privilege they once held. For the vast majority of Iraqi citizens who wish to live as free men and women, this event brings further assurance that the torture chambers and the secret police are gone forever. “

Così sentenziava George W. Bush nel suo discorso alla nazione subito dopo la cattura di Saddam Hussein il 13 dicembre 2003

…4 ANNI DOPO, dopo aver ucciso Saddam, dopo aver arrestato/ucciso tutta la “vecchia guardia”, dopo aver umiliato e reso disoccupati tutti i membri (mai disarmati) del vecchio partito Bath, gli USA non hanno vinto, anzi!

Ogni giorno, dal 2002, su ogni quotidiano, leggiamo di morti civili iracheni e di militari statunitensi caduti in battaglia…

Quando poi sono 3 italiani a morire l’opinione pubblica si scanddalizza e chiede, assieme a certe irresponsabili falangi politiche, il ritiro (?) dalle zone di guerra…

1) non esiste più la leva obbligatoria, chi va in “Iraq” sa dov’è!

2) tornare a casa significherebbe “darla vinta” ai terroristi (come con i rapiti), non si può ne si deve cedere alla minacce!!!

3) l’unica cosa contestabile allo stato italiano è la missione… I “nostri” soldati sono in Iraq in missione di pace per ricostruire, quindi non possono sparare se non attaccati (dopo che uno muore si possono difendere).

Sono basito quando qualcuno tenta di approcciarsi alla politica con incredibile superficialità credendo di poter affrontare una discussione/dibattito con dei SI/NO sparati a raffica… ma siamo abituati a questo, quindi perchè mai dovrei indignarmi, perchè mai dovrei scrivere, perchè mai?

Perchè a mio avviso, bisogna seguire i maetri, non dei falsi discepoli che ormai ragionano a slogan crecando di accalappiare l’elettorato pecora (potrei fare innumerevoli esempi in Italia, ma oggi, viste le elezioni che hanno grande eco sui nostri giorali, cito la Sig.ra Ségolène Royal, populista ed ignorante dalla gaffe molto facile che predica “bontà”…

Bha…

Ci sono 3000 problemi e poche soluzioni purtroppo…

è superficiale, stupido e dannoso pensare che il ritiro delle truppe da una ZONA DI GUERRA sia la soluzione migliore…

Ci troviamo in questa situazione a causa di una politica sempre più debole che non è più capace di governare!

Se l’amministrazione americana fosse stata forte e avesse attuato politiche di ricostruzione/ammodernamento del paese magari pensando anche a disarmare gli ex membri del partito bath che da un giorno all’altro si sono visti cancellare le buste paga, non sarebbe stato necessario uccidere Saddam. La prova di forza sarebbe stata risparmiare la vita al dittatore e non vedere nella sua testa un possibile tassello per la “vittoria”.

La democrazia non è esportabile… è una conquista che i popoli possono/vogliono fare seguendo un lungo cammino che non può dirsi concluso nemmeno per noi…

A presto

W IL COMUNISMO E LA CINA!!!

Aprile 8, 2007

Chen e Yao, morti per amore e disperazione

Contadini di un minuscolo villaggio nella provincia Hubei, si sono gettati nel fiume Azzurro, con una corda che attorcigliava i corpi

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

PECHINO – Chen e Yao erano marito e moglie. Contadini di un minuscolo villaggio nella Provincia Hubei, il centro-sud della Cina. Il 22 febbraio, appena cinque giorni dopo le feste del Capodanno cinese, si sono gettati nel fiume Azzurro, con una corda che attorcigliava e univa i corpi. Travolti da un dramma di povertà e d’amore. Prima di incamminarsi alla riva, mano nella mano, avevano scritto un brevissimo testamento e lo avevano infilato nella cartelletta con la diagnosi dei medici i quali certificavano la malattia del loro figliuolo: «Nostri fratelli e sorelle non sentitevi giù per noi. Non sappiamo come fare con l’epatite di Zebiao (…) Non siamo bravi, scusate. Noi due non ci separiamo, stiamo insieme per sempre. Il fiume è la nostra casa». Nonostante un inverno meno gelido del solito, quel giorno era molto freddo. Il Fiume Azzurro li ha accolti.

Cinque settimane più tardi, Chen e Yao erano abbracciati. Qualche chilometro a sud, galleggiavano sulle acque limacciose dello Yangtze, plurimillenario simbolo di vita e di morte. Non avevano potuto raccogliere i soldi per rimettere in piedi Zebiao, ormai debole, con gli occhi gialli e la pelle che aveva preso lo stesso colore della carta che si brucia nei funerali in segno di commemorazione dei defunti. «Ming zhi» si chiama questa carta, gialla pure essa. E si erano ammazzati così. Legati per sempre. Silenziosi. Innamorati. Disperati. Con l’immagine del bambino – non più bambino – sofferente. Lui, 38 anni. Lei, 34. Il loro cuore era stato devastato da una notizia: il dodicenne, Zebiao, l’unico erede della povera coppia, aveva una brutta epatite e proprio non sapevano dove andare a sbattere la testa per aiutarlo a guarire, per provare a restituirgli il sorriso.

Tanti li avevano consigliati: portatelo al pronto soccorso. Ci mancherebbe. Ma le visite costano, i ricoveri costano, le medicine costano. Nei borghi rurali dove ancora vivono – o forse sopravvivono – 800 milioni di lavoratori della terra ritrovarsi a letto, immobili, con una qualsiasi infezione è un calvario terribile. Se non paghi non hai scampo. O tocchi i risparmi o ti tieni la malattia. Che sia un semplice raffreddore o una guaio più serio devi usare la moneta contante. Chen e Yao, sono una storia simbolo di questa Cina a mille facce. L’assicurazione sanitaria fino agli anni Ottanta era obbligatoria e copriva l’intera popolazione delle campagne. Poi le modernizzazioni e la scoperta del mercato hanno cancellato il welfare. E i contadini, protagonisti e martiri di tutte le rivoluzioni politiche ai tempi di Mao, si sono ritrovati un’altra volta senza paracadute. Vittime della paranoie ai tempi del «Grande Balzo in Avanti» nel 1958.

Vittime delle guardie rosse e delle purghe nel decennio fra il 1966 e il 1976. Ancora vittime oggi del progresso urbano e industriale. Un problema gravissimo per il governo che sta provando a ridistribuire la ricchezza ma che incontra difficoltà e resistenze. È stata avviata nel 2003 una parziale riforma con l’introduzione nei distretti rurali di una assicurazione su base volontaria. Un contadino versa annualmente una cifra modestissima (corrispondete al massimo a cinque euro) che confluisce in una cassa sostenuta da finanziamenti dello Stato. In questo modo le prestazioni ospedaliere, fino a una certa cifra, sono a titolo gratuito. Ciò che appare – ed è – come una parziale innovazione ha però effetti molto limitati.

Il reddito dei contadini è talmente basso (sui 300 euro all’anno) che ancora una minoranza (tre su dieci, secondo le statistiche ufficiali) può permettersi di dirottare una somma, sia pure irrisoria, al fondo nazionale per la sanità. Chen e Yao avevano racimolato 800 yuan (circa 80 euro). Non bastavano. Per il ricovero del figlio ne servivano duemila. I parenti si erano mostrati solidali con la coppia. Chen e Yao però avevano una loro dignità da difendere e non accettavano «elemosine», questo ripetevano. E il 22 febbraio sono partiti mano nella mano verso il Fiume Azzurro. Li hanno raccolti un mese dopo. Il villaggio si è tassato con una colletta: il dodicenne Zebiao è andato all’ospedale per guarire e papà e mamma sono stati cremati. Il capo del villaggio nell’addio ha voluto ricordare un detto contadino: «Noi non temiamo la povertà, temiamo le malattie».

Fabio Cavalera

 

Zebiao, il figlio della coppia che si è suicidata gettandosi nel fiume Azzurro

Zebiao, il figlio della

coppia che si è suicidata

gettandosi nel fiume Azzurro

Fonte: Corriere.it

PROSTITUZIONE ALL’ACQUA DI ROSE

Marzo 30, 2007

Dal comunicato numero 9: Per quanto riguarda la nostra proposta di uno scambio di prigionieri politici perché venisse sospesa la condanna e Aldo Moro venisse rilasciato, dobbiamo soltanto registrare il chiaro rifiuto della DC. Concludiamo quindi la battaglia iniziata il 16 marzo, eseguendo la sentenza a cui Aldo Moro è stato condannato.

Era il 9 maggio 1978 e non una persona qualunque, ma il presidente del consiglio, venne ucciso perchè la Politica decise fermamente di non trattare con i terroristi.

Scendere a compromessi con organizzazioni terroristiche non significa altro che alimentare in loro la consapevolezza della  forza che detengono in quel determinato momento portandoli a compiere altre “azioni” e poi altre ancora fino al raggiungimento del fine postosi…

Premetto che ogni singola vita ha per me un valore inestimabile e che sono umanamente felice quando un giornalista, un operatore, o com’è successo, un mercenario, viene rilasciato!

Secondo Information safety and freedom, un’associazione italiana per la difesa della libertà di stampa nel mondo, nel 2005 i giornalisti vittime del loro lavoro sono stati 69, nel 2004 sono stati 89, nel 2003 sono stati 64. L’Iraq è il luogo più pericoloso, e quello in cui si rischia di più d’essere sequestrati. Nel 2004 almeno 23 giornalisti e operatori della comunicazione sono stati sequestrati in Iraq, quasi tutti sono stati tenuti in ostaggio per periodi di tempo che hanno variato tra le otto ore e i quattro mesi dei due francesi Christian Chenot e Georges Malbrunot. Tre dei giornalisti sequestrati sono stati uccisi (tra cui l’italiano Enzo Baldoni). L’anno dopo, il 2005, otto sequestri tra i quali quello di Giuliana Sgrena. Due dei sequestrati, il freelance americano Steven Vincent e lo stringer (collaboratore) iracheno Faker Aydar Al-Tamimi, sono stati uccisi. Nel 2006, altri sette rapimenti, tra i quali la freelance americana del Christian science monitor Jill Carroll.
Il rapimento di Daniele Mastrogiacomo si iscrive ora nel drammatico elenco dei tributi pagati dai professionisti dell’informazione in Afghanistan.

Secondo Reporters sans frontieres in Iraq, nel 2006, sono stati rapiti ben 17 giornalisti di cui 6 sono stati uccisi.

per la maggior parte (per non dire la quasi totlità) dei 9 liberati è stato pagato un riscatto!

…SI E’ TROVATO UN COMPROMESSO

…CI SI E’ PROSTITUITI PUR DI SALVARE UNA VITA, il chè umanamente è bellissimo, ma politicamente e strategicamente parlando è un disastro.

Siamo arrivati al punto che la politica ha paura della reazione “populistica” del “popolo”; teme i sondaggi, e purtroppo non capisce che così facendo, non “fa” altro che aumentare il numero di rapimenti nella regione irachena e più in generale del mondo.

L’unico augurio che posso fare è che si ricordi Aldo Moro, morto; per non scendere a compromessi coi terroristi.

Guardando con occhio critico la storia possiamo dire che la tattica di allora, tuttosommato, pur con sacrifici enormi, ebbe successo!!!

OGGI INVECE POSSIAMO DIRE LO STESSO???